Marco Menghini - Blog di Copywriting e Web DesignCopywriting Come si struttura un’agenzia pubblicitaria?

Come si struttura un’agenzia pubblicitaria?

“An advertising agency is 85 percent confusion and 15 percent commission.” [cit. Fred Allen]

Oggi mi va di parlare di agenzie pubblicitarie. Non importa se ci vuoi lavorare dentro o se ne vuoi fondare una tutta tua. In ogni caso è fondamentale conoscerne la struttura e in che modo i diversi reparti si interfacciano tra di loro.

Agenzia pubblicitaria

Da dove possiamo partire?

La struttura dell’agenzia pubblicitaria.

Facciamo finta che vuoi aprire una tua attività nel mondo pubblicitario. Tralasciando le difficoltà intrinseche di questo mestiere, ti sarà di fondamentale importanza costituire sin dal principio una squadra di persone molto competenti nei rispettivi settori. Se ci atteniamo ad un’impostazione tutto sommato standard, le principali figure coinvolte potrebbero essere più o meno le seguenti.

Direttore Creativo

Il coordinatore di tutta la squadra di lavoro e chi stabilisce la strategia creativa. Deve essere un po’ psicologo, un po’ amministratore, un po’ imprenditore e un po’ (tanto) creativo. Solitamente è una persona con diversi anni di esperienza in questo mondo, dotata di un’infinita saggezza.

Account Manager

Chi gestisce il cliente. Sarà compito suo discutere i dettagli del lavoro e redigere in seguito il brief per la squadra operativa. Sono figure molto pignole e (spesso) con i piedi ben saldi a terra. Talvolta è più semplice accontentare un cliente che un account manager. Guai a non seguire il brief!

Copywriter

L’esperto della comunicazione persuasiva. Suo compito è scrivere tanto e bene. Per approfondire l’argomento puoi leggere questo post.

Art Director

Sostanzialmente è il grafico pubblicitario. Lavora in coppia con il copywriter. Insieme devono fare in modo di creare immagini e parole che si amalgamano perfettamente, creando quella scintilla magica tra testo e grafica.

Amministrazione / Segreteria

Ci vuole il back office in ogni azienda che si rispetti. Chi prende le telefonate, chi segue la fatturazione, chi si occupa di tutta la parte extra pubblicitaria.

Non è escluso, naturalmente, che tutte queste figure possano essere più di una per ogni ruolo, a seconda delle esigenze della singola agenzia. E se l’agenzia volesse operare in settori più periferici rispetto a quello pubblicitario, sarà necessario provvedere ad avere all’interno della squadra anche ulteriori figure (web designer, programmatore, organizzatore di eventi, ricerca di mercato, ecc…).

Come iniziare?

Continuiamo a fare finta che vuoi metterti in proprio nel mondo pubblicitario. Sicuramente c’è una cosa essenziale da fare all’inizio su cui siamo tutti d’accordo. Ovvero non strafare.

Prendendo in prestito la strategia aziendale da un manuale di economia (Partire Leggeri” di Eric Ries), all’inizio l’agenzia deve creare quello che si chiama il minimo prodotto fattibile. Cosa significa? Che devi focalizzarti su un servizio minimo, talvolta anche incompleto, da fornire ai tuoi clienti. In questo modo puoi tastare il terreno senza investire denaro, capendo più in dettaglio quello che i clienti ti chiedono. Così puoi fare aggiustamenti in corso d’opera, adattando il prodotto ai bisogni reali del cliente stesso. E non serve partire dai pesci grossi. Comincia pian piano con un piccolo servizio per piccoli clienti. Com’è che si dice? Bisogna essere il pesce grosso nel piccolo stagno.

E ricorda che, visti i tempi, bisogna pensare ad un modo per avere sempre la certezza di entrate sicure. Non esistono solo i servizi una tantum. Perché non pensare a fornire un servizio in abbonamento mensile o annuale?

L’attività dell’agenzia pubblicitaria.

Sicuramente il settore primario deve essere la comunicazione. Ma cosa racchiude esattamente questo termine?

Sostanzialmente, la comunicazione rappresenta tutte quelle mansioni che ruotano attorno all’accrescimento della percezione del marchio del tuo cliente all’esterno. Le principali attività potrebbero essere le seguenti:

  • Branding (naming, loghi, lettering…)
  • Identità aziendale (presentazione, sito web, contenuti, blog, community management, sales folder, white paper, cataloghi, brochure…)
  • Identità del brand (strategia di comunicazione, advertising, annunci pubblicitari, spazi pubblicitari, spot radio / TV…)

Nome dell’agenzia

Eh sì, un’agenzia deve avere un nome che si rispetti! Non puoi creare una tua agenzia con un nome banale. Perderesti credibilità nei confronti dei tuoi clienti. Devi essere riconoscibile.

Magari in un post futuro approfondirò le metodologie di naming. E’ un argomento molto interessante e spesso, purtroppo, molto sottovalutato.

E non scordare che, in base al nome che sceglierai, successivamente dovrai creare il payoff, che non è altro che lo slogan. Ogni agenzia ne deve avere uno che sia accattivante!

Che dire…buona fortuna!

Keep in touch!

No Comments

Leave a reply